Il Concetto di Conservazione e Restauro

Parliamo di Restauro

Oggi quando si restaura un’ opera d’arte, si rispetta la sua artisticità, la sua storia, il messaggio che l’artista ha voluto trasmettere, e soprattutto si rispetta il passaggio del tempo come elemento fondamentale e significativo per una corretta lettura dell’opera d’arte.

Ma il mestiere del restauratore, come il concetto di restauro, sono relativamente giovani… Fino al XX secolo infatti, il settore specifico non esisteva, ed in passato era normale pratica per gli stessi artisti di mestiere operare per la riparazione dell’opera deteriorata, la sostituzione di qualche parte mancante, o rinfrescare e modificare la pittura in base ai cambiamenti di gusto e alle mode del periodo (senza dimenticare anche gli zelanti improvvisati che in tutte le epoche non hanno mai mancato di contribuire.. al degrado).  Ed è in quest’ottica senza regole, che moltissime opere hanno subito nel corso del tempo cambiamenti e alterazioni di forma e aspetto, tali da stravolgere e trasformare anche interamente la natura originale dell’opera d’arte in base ai mutevoli cambiamenti di gusto e di culto (come mi diceva sempre il mio prof. Umberto Baldini, più arduo del restauro sarà il vostro compito di educare a capirlo!! Sante parole…)

Se pur se ne ha traccia con Plinio circa duemila anni fa, e molti personaggi lungimiranti avevano già capito l’importanza dell’originalità e della conservazione di un’ opera come elemento base per conoscere e conservare la nostra memoria storica, è solo a partire dalla seconda metà del Seicento che troviamo documentate nei manoscritti  le prime testimonianze riguardanti alcuni interventi di restauro eseguiti per la pulitura dei dipinti insieme al consolidamento di intonaci e affreschi, ritenuti di rilievo artistico.                         Con l’aumentare del patrimonio culturale, i ritrovamenti archeologici dagli scavi di Pompei ed Ercolano nel 1748, fino alla campagna d’Egitto di Napoleone nel 1798 con la febbricitante scoperta delle antichità egizie, il mondo dell’arte muove nuovi ulteriori passi con la nascita degli studi specialistici ‘storico-archeologici,’ legati appunto alle opere d’arte del passato. Un altro rilevante passaggio verso questa nuova disciplina scientifica, unita allo studio e alla ricerca della materia come elemento fondamentale nel riconoscimento di un’ opera d’arte, si ha nel 1860 con l’inaugurazione del primo laboratorio “moderno” di diagnostica nel campo dell’arte, l’Ecole des Beaux-Arts di Parigi, dove Luis Pasteur pose appunto l’attenzione sulla possibile ed auspicabile l’alleanza tra scienza ed arte, evidenziando che, non è possibile conservare bene ciò che si conosce male.

Nel XX secolo sulla spinta dei nuovi approcci al rispetto e al concetto di opera d’arte, iniziano a diffondersi nel mondo i primi laboratori specializzati nel Restauro. Il Gabinetto Restauri della Soprintendenza delle Belle Arti di Firenze, fondato nel 1932 da Ugo Procacci, fu il primo laboratorio di restauro in Italia e tra i primi nel mondo nella applicazione delle indagini scientifiche come atto preliminare al restauro. Tra gli anni ’20 e gli anni ’30 del novecento nascono nel mondo i laboratori del Fogg Art Museum a Boston, alla National Gallery a Londra, e il Doerner Institut a Monaco.

In Italia la definizione del moderno concetto di restauro nasce ufficialmente nella prima metà del XX secolo dalle esperienze di alcuni pionieri del settore, fra cui emerge la figura di Cesare Brandi, fondatore dell’Istituto Centrale per il Restauro a Roma, insieme allo storico dell’arte Giulio Carlo Argan.

Brandi cura la direzione dell’ ICR dal 1939 al 1960 e dall’attività svolta al suo interno, traduce le sue esperienze nel testo intitolato “La Teoria del Restauro”, edito per la prima volta nel 1963.

Il restauro costituisce il momento metodologico del riconoscimento dell’opera d’arte, nella sua consistenza fisica e nella sua duplice polarità estetica e storica, in vista della sua trasmissione al futuro”.

il restauro deve mirare al ristabilimento dell’unità potenziale dell’opera d’arte, purché ciò sia possibile senza commettere un falso artistico o un falso storico, e senza cancellare ogni traccia del passaggio dell’opera d’arte nel tempo”. Cesare Brandi

Si pone quindi il primo e fondamentale principio: si restaura solo la materia dell’opera d’arte.

Nel 1972 nasce una nuova Carta del Restauro, attingendo nella sua normativa ai principi che Brandi esprimeva nella Teoria del Restauro. Le Carte del Restauro

Nel 1975 è istituito in Italia il Ministero per i Beni Culturali e Ambientali, e a Firenze tutti i  laboratori di restauro fiorentini e l’antico Opificio delle Pietre Dure furono riuniti sotto il nome e l’egida dell’Opificio delle Pietre Dure, in virtù dello status di autonomia di cui già godeva l’antica istituzione.

Maestro della Maddalena, Madonna con BambinoTra i padri fondatori del Restauro, erede di Cesare Brandi, nella seconda metà del novecento, emerge Umberto Baldini, ispettore della Soprintendenza di Firenze prima ,  direttore  del Gabinetto di Restauro nel 1949 poi,  si trovò nel 1966 a gestire  il tragico evento dell’alluvione di Firenze che danneggiò e distrusse tantissime opere d’arte. Tali e tanti furono gli interventi di restauro, che l’operato svolto si tradusse caratterizzando i metodi e le tecniche utilizzate a livello mondiale, nella cosiddetta  Scuola Fiorentina.                                                                                                                                   Teoria del restauro e unità di metodologia, volume I e II, Firenze, Nardini Editore, 1978-1981.

A piccoli passi nel corso dei secoli, abbiamo dunque acquisito sempre più una maturità storico artistica, tale da farci comprendere l’importanza di non disperdere le nostre radici, ma di comprenderle, rispettarle ed assimilarle come parte del nostro essere,  ed è da queste basi che oggi si può parlare di Tutela e Conservazione del Bene Culturale, in continua e costante evoluzione, dove si sommano le esperienze artigianali millenarie con le scienze e le tecnologie ad esso applicate. Come dire, Artigianato + Scienza = Restauro.

Nel XXI secolo, con il D.M. del 26 maggio 2009, n. 86, si arriva alla

Definizione del Restauratore Beni Culturali 

I Requisiti del Restauratore Beni Culturali sono definiti con Decreto Ministeriale. In esso si spiega la figura del restauratore di beni culturali, ossia il professionista che definisce lo stato di conservazione e mette in atto un complesso di azioni dirette e indirette per limitare i processi di degrado dei materiali costitutivi dei beni e assicurarne la conservazione, salvaguardandone il valore culturale.  A tal fine, nel quadro di una programmazione coerente e coordinata della conservazione, il restauratore analizza i dati relativi ai materiali costitutivi, alla tecnica di esecuzione ed allo stato di conservazione dei beni e li interpreta; progetta e dirige, per la parte di competenza, gli interventi; esegue direttamente i trattamenti conservativi e di restauro; dirige e coordina gli altri operatori che svolgono attività complementari al restauro. Svolge attività di ricerca, sperimentazione e didattica nel campo della conservazione. Le attività che caratterizzano la professionalità del restauratore sono descritte nell’allegato A al presente decreto. 2. La qualifica di «restauratore di beni culturali», acquisita ai sensi dell’articolo 182 del Codice, corrisponde al profilo professionale di cui al presente articolo.

Con il Decreto Legislativo 22 gennaio 2004, n. 42 – E’ approvato l’unito codice dei beni culturali e del paesaggio, composto di 184 articoli e dell’allegato A, vistato dal Ministro proponente.

Definizione di Bene Culturale

  • Il Bene Culturale. Nel codice dei beni culturali al Titolo I – Tutela – Art. 10, si definisce che 1. Sono beni culturali le cose immobili e mobili appartenenti allo Stato, alle regioni, agli altri enti pubblici territoriali, nonché ad ogni altro ente ed istituto pubblico e a persone giuridiche private senza fine di lucro, che presentano interesse artistico, storico, archeologico o etnoantropologico,-

  • L’ Articolo 12 invece riguarda la Verifica dell’interesse culturale, ossia: 1. Le cose immobili e mobili indicate all’articolo 10, comma 1, che siano opera di autore non più vivente e la cui esecuzione risalga ad oltre cinquanta anni, sono sottoposte alle disposizioni del presente Titolo fino a quando non sia stata effettuata la verifica di cui al comma 2

Per quanto riguarda la definizione di Bene Culturale.. In sostanza si evince che, a prescindere da quei Beni che sono già notificati, Bene Culturale non si nasce, ma lo si diventa, e potenzialmente dunque, qualsiasi cosa potrebbe essere soggetta a notifica, purché ritenuta di interesse culturale.

Una riflessione più ampia in merito alla definizione di Bene Culturale, porta comunque a pensare che non può esistere una linea netta tra l’opera posta sotto il vincolo di tutela e tutte le altre opere potenzialmente vincolabili, soprattutto se nello specifico riguardano la Conservazione ed il Restauro.                                                                                                                   Questo implica che la professione del Restauratore, in un certo qual modo sia super partes e non venga meno ad un etica deontologica comportamentale che presiede  ogni attività professionale, insita soprattutto nel buon senso e nel rispetto verso l’opera d’arte che va ben oltre il vincolo.

Ma come dicevo la professione del Restauratore è ancora giovane, e ad oggi anno di grazia 2015, nonostante i 21 anni passati dall’inizio dell’iter di modifica dell’art. 182, la professione del Restauratore BC è ancora in attesa di  definizione…       ( Un fine giusto… sarà il risultato di giusti mezzi? )

Aggiornamenti Qualifica Restauratori: l’iter è ancora in corso, ma intanto è stato creato l’elenco per l’abilitazione alla professione – Elenco dei Restauratori di beni culturali

Category : Qualifica Restauro

Foto: Maestro della Maddalena, Madonna con Bambino, Uffizi Sala I – 1                                        Immagine di copertina del Catalogo Firenze Restaura  1972

Original post Il Concetto di Conservazione e Restauro 2015/05/16