ARTIGIANATO ARTISTICO

 L’Italia è il paese dell’arte, ci sono 3.609 Musei, 5.000 siti culturali, 46.025 beni architettonici vincolati, 12.609 biblioteche e 34.000 luoghi di spettacolo, ed è la nazione che detiene il maggior numero di siti, 49 inclusi nella lista Unesco dei Patrimoni dell’ Umanità, Unici ed Inestimabili per Importanza Storica, Artistica, Culturale, Archeologica e Paesaggistica, vale a dire uno dei più vasti patrimoni artistico-culturali del mondo. E pochi giorni fa, il 24 Giugno 2013, altri due nuovi siti italiani sono entrati a far parte del Patrimonio Mondiale dell’UNESCO, Le Ville Medicee, come testimonianza dell’influenza esercitata dai Medici sulla cultura europea moderna attraverso il loro mecenatismo e il Monte Etna riconosciuto il vulcano più attivo del mondo la cui attività risale a più di 500.000 anni e documentato da 2.700 anni.

Dalla Produzione Artistica e Creativa, che dalla moda, al cinema, all’architettura, passa per la pittura, il vino, la cucina.. fino alla Conservazione e la Valorizzazione del Patrimonio Culturale e Ambientale, antico e contemporaneo.. l’Artigianato Artistico e Tradizionale con la sua diversità e complessità.. nei mille mestieri, rappresenta tutto ciò per cui l’Italia è famosa nel mondo.

E’ progetto dell’Artistico creare dei gruppi di lavoro, che siano specchio e portavoce dei vari mestieri.
La Condivisione non è solo un tasto da premere, è quello che riusciamo a realizzare condividendo idee, richieste, osservazioni, suggerimenti, problemi e progetti..  dialogando e confrontandoci per creare nuove collaborazioni e  sviluppo.  Ce n’è bisogno.. visto lo stato attuale della Cultura in Italia

Alcuni dati dal Rapporto Annuale Federculture 2013 

I fondi per la tutela nella programmazione ordinaria del 2013 crollano a soli 47 milioni di euro, il 32% in meno dello scorso anno ma addirittura più del 76% in meno rispetto al 2004, quando ammontavano a 201 milioni di euro. Del resto nel confronto sulla spesa statale per la cultura siamo fanalino di coda in Europa: il budget del nostro ministero è praticamente pari a quello della Danimarca (1.400 milioni di euro) circa un terzo di quello della Francia che ogni anno stanzia circa 4 miliardi per il suo dicastero della cultura.

In pochi anni le risorse per la cultura provenienti dagli enti locali sono diminuite di oltre 400 milioni di euro. In base ai dati raccolti da Federculture nel Rapporto nei grandi Comuni (Roma, Milano, Torino, Firenze, Genova, Bologna, Palermo) l’incidenza della spesa per la cultura nei bilanci dell’amministrazione è scesa nel 2012 al 2,6%, sfiorava il 3% nel 2008, mentre nelle piccole città crolla dal 5% al 3,6%.

Per lo spettacolo, il Fus dai 507 milioni di euro del 2003 è stato ridotto ai 389,8 milioni di euro del 2013, diminuendo in un decennio del 23,1%, e nelle fonti di finanziamento integrative come quelle provenienti dal Gioco del Lotto diminuite dal 2004 del 64%.

il British Museum riceve 85,5 milioni di sterline l’anno, la Tate Gallery 38,7 milioni, il Reina Sofia beneficia di un contributo pubblico di 42,3 ml di euro, mentre nel 2012 la Triennale di Milano ha avuto 2,4 milioni di finanziamento pubblico e il MAXXI poco più di 4

C’è molto da fare!

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