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Elenco “parziale” e “fazioso” Restauratori Beni Culturali

A pochi giorni dalla chiusura dei lavori della commissione (scaduta il 31 maggio 2016 e prorogata di 60gg, al 31 luglio 2016) per la pubblicazione dell’elenco restauratori, c’è veramente da chiedersi quanta urgenza c’era di veder pubblicato questo elenco “parziale” con 858 nomi??
(AVVISO del 21 LUGLIO 2016: Concorso RIPAM-MIBACT per funzionari restauratori del 19 maggio 2016 | Requisiti di ammissione)
Solo dopo 21 anni di attesa il nostro Stato ha deciso improvvisamente di diventare zelante e pubblicare addirittura in anticipo la lista dei soli eletti, per porre rimedio al concorso dei 500, ..non sia mai infatti, che ci siano uguali possibilità per tutti!
E’ evidente che per i ritardi burocratici di tutto l’iter, solo gli 858 candidati avevano diritto di essere regolarizzati,
e per l’ennesima volta si evince che le parole democrazia e legge uguale per tutti, non sono contemplate nel loro vocabolario.
Quasi inutile esprimere lo sdegno e la mortificazione per l’ennesima beffa ai restauratori e collaboratori  che cercano chiarezza da più di vent’anni.
Questo intervento messo in atto con decreto direttoriale sono gravissimi, cavilli formali e favoritismi politici non sono più accettabili, ne tollerabili!
Tra l’altro il documento con l’elenco pubblicato è in formato xls, modificabile da chiunque
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 La risposta di Cna Nazionale 

MANIFESTO DEI RESTAURATORI CNA*

Il Ministero dei Beni Culturali è una Istituzione Pubblica?

Il Ministero dei Beni Culturali, è una Istituzione della Repubblica italiana o della “Repubblica di Miranda” (dal film di Luis Buñuel “Le charme discret de la bourgeoisie”), pervaso com’è da un mélange surreale, irrisolvibile, tra realtà storica del restauro e allucinata ipocrisia?

Se potessimo considerarlo davvero una Istituzione repubblicana, allora questo Ministero agirebbe in maniera imparziale ai sensi di legge e non rivelando al contrario, per l’ennesima volta, tutti i vizi di una burocrazia meschina, che fiancheggia surrettiziamente l’azione di lobbying di presunte “élites”, peraltro autoproclamatesi tali.

Nell’ultimo periodo, almeno a partire dal mese di Pasqua, abbiamo assistito ad una serie imbarazzante di interventi arroganti e incomprensibili, ai limiti del grottesco:
1. nel mese di aprile 2016, la pubblicazione reiterata di elenchi sbagliati dei collaboratori restauratori (tecnici del restauro), che avevano superato la selezione pubblica, relativa al bando pubblicato a settembre 2014, senza dare alcuna giustificazione né comunicazione agli interessati
2. a maggio, con inusitata urgenza, la pubblicazione del bando ( c.d. RIPAM) di assunzione di 500 funzionari fra cui 80 restauratori: tra i requisiti anche il possesso di quanto previsto all’art.182 del codice dei beni culturali ( cosi come modificato dalla legge 7 del 2013); peccato che la selezione pubblica per il riconoscimento della qualifica di restauratore (indetta dal medesimo schizofrenico Ministero) sia ancora in corso e che la commissione che tali requisiti deve accertare dovrà (dovrebbe) terminare il suo lavoro come da decreto, il 31 luglio e quindi ben oltre i termini del Concorso RIPAM;
3. a giugno il Ministro Franceschini firma il decreto di nomina del gruppo di lavoro che ha il compito di esaminare e proporre modifiche relative al nuovo codice appalti per i beni culturali, all’interno del quale non c’è né un rappresentante CNA né uno Confartigianato, ovvero le due associazioni maggiormente rappresentative sono state escluse (!);
4. e ora il 21 luglio, incredibilmente, viene pubblicato “… ai fini della partecipazione degli aventi diritto (al bando di concorso RIPAM MIBACT per funzionari restauratori) …l’elenco di coloro i quali risultano essere in possesso del diploma conseguito presso una scuola di restauro statale di cui all’articolo 9 del decreto legislativo 20 ottobre 1998, n. 368, a seguito della verifica compiuta dalla Commissione incaricata di valutare i requisiti dei candidati all’acquisizione della qualifica di restauratore di beni culturali ex articolo 182 c. 1 bis del Decreto legislativo 22 gennaio 2004, n. 42…” Vale a dire l’elenco dei soli diplomati delle SAF( Scuole di Alta Formazione).

Una cosa del genere non si è mai vista! Con un bando in corso, si pubblica un elenco parziale, sostanzialmente pregiudizievole del diritto degli altri partecipanti.
Si ricorda il Ministero, che i requisiti per la qualifica di restauratore di Beni Culturali sono definiti dalla Legge 7/2013 di modifica dell’art.182 del D.lgs 22 gennaio 2004 n. 42 “Codice dei Beni Culturali”; per cui, quando si parla di qualifica di restauratore di beni culturali si deve far riferimento a tutti i soggetti che ne siano in possesso?
Non sono tollerabili aperture di “corsie preferenziali” tracciate ipso facto proprio dal Ministero dei Beni Culturali.
Il messaggio surrettizio appare evidente: quello di indicare contra legem e con una visione opportunistica e riduttiva della storia del restauro italiano, quali RESTAURATORI VERAMENTE QUALIFICATI, solo una specifica cerchia di operatori economici.
Si vuole forzare e deformare le norme approvate dal Parlamento in nome del Popolo sovrano con subdoli e capziosi provvedimenti amministrativi, introducendo così un’impropria, inaccettabile disparità di trattamento fra i restauratori? É questo che fa una Istituzione Pubblica?
É decisamente da rimarcare come l’elenco degli “eletti” non abbia nessun senso procedurale proprio ai fini concorsuali (era risaputo che il titolo delle SAF consentiva la qualifica ope legis), in più, addirittura introduce elementi di turbativa anche tra chi ne fa parte. (oltre all’elenco dei diplomati, nelle colonne a destra compaiono altri dati valutativi, tipo i giorni di attività o la determinazione dei settori, che oltretutto appartengono alle libere scelte di chi ha voluto utilizzare una parte o tutto il suo curriculum per qualificarsi).
Allora, se è superfluo per il concorso, perché mettere in piedi questo “intrico”, perché creare questa sperequazione che si riflette inevitabilmente anche nel mercato ?
L’arch. Francesco Scoppola (direttore generale Educazione e Ricerca del MIBACT) abbia l’animo di dirci onestamente a chi giova realmente questo Decreto. Perché è stato emanato?
La qualifica non è un concorso a punti, è un passaggio di verifica. Se il soggetto richiedente è in possesso dei requisiti previsti dalla norma di settore, quali che essi siano, egli acquisisce in forza di legge la relativa qualifica professionale. In Italia ce ne sono 176 e funziona in tutti i casi così, possibile che solo per il Ministero dei Beni Culturali non corrisponda?.
È incontestabile poi che in questo modo si venga a creare una turbativa nel mercato, che implicitamente consegna a stazioni appaltanti, P.A. e privati, un riferimento preferenziale su chi figura già nell’elenco del Ministero e, quindi, può essere invitato (subito) a partecipare all’appalto di restauro; attenzione, che in tal modo si promuove un vero e proprio trust !

Gli operatori del settore hanno dovuto attendere 21 anni (1994-2015), per vedere pubblicato il bando di selezione in modo da poter acquisire la qualifica di restauratore e veder riconosciuta istituzionalmente la propria professionalità !

Se il Ministro intende vanificare le norme in questione, rispetti l’ordinamento democratico e si presenti in Parlamento.

Il Ministro spieghi per quale motivo esclude le organizzazioni maggiormente rappresentative dalle consultazioni sul Nuovo Codice degli Appalti.

Ci preme riaffermare, da ultimo, che in un’economia di mercato tutti i soggetti che rispondono ai requisiti di legge possono concorrere paritariamente, altrimenti, evidentemente, viene meno il principio di concorrenza e, ciò che rimane, è solo una monopolistica, autoritaria arbitrarietà di giudizio.

*Testo definitivo elaborato dal Coordinamento Restauratori CNA

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AVVISO del 21 LUGLIO 2016: Concorso RIPAM-MIBACT per funzionari restauratori del 19 maggio 2016 | Requisiti di ammissione

Ai fini della partecipazione degli aventi diritto al bando in oggetto, si pubblica l’elenco di coloro che risultano essere in possesso del diploma conseguito presso una scuola di restauro statale di cui all’articolo 9 del decreto legislativo 20 ottobre 1998, n. 368, a seguito della verifica compiuta dalla Commissione incaricata di valutare i requisiti dei candidati all’acquisizione della qualifica di restauratore di beni culturali ex articolo 182 c. 1 bis del Decreto legislativo 22 gennaio 2004, n. 42.
L’elenco è pubblicato nella rete intranet e nel sito del Ministero dei beni e delle attività culturali e del turismo ed è accessibile a tutti gli interessati.

Alla tenuta dell’elenco provvede la Direzione generale educazione e ricerca, anche ai fini dei successivi inserimenti.
Avverso il presente provvedimento è possibile ricorrere nelle forme e nei termini previsti dalla legge.
Documentazione:

Avviso del 21 Luglio 2016Avviso del 21 Luglio 2016
(documento in formato pdf, peso 256 Kb, data ultimo aggiornamento: 21 luglio 2016)

Decreto Direttoriale n.77/2016, restauratoriDecreto Direttoriale n.77/2016, restauratori
(documento in formato pdf, peso 1778 Kb, data ultimo aggiornamento: 21 luglio 2016)

Commissione valutazione restauratori - Elenco ammessi diplomati SAFCommissione valutazione restauratori – Elenco ammessi diplomati SAF
(documento in formato xls, peso 183 Kb, data ultimo aggiornamento: 21 luglio 2016)

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2 commenti su “Elenco “parziale” e “fazioso” Restauratori Beni Culturali

  1. La pubblicazione di un elenco parziale, con un concorso in atto è un atto di arroganza che, palesemente, mira a favorire sicuramente persone raccomandate. È la solita vecchia storia. Gli anni passano, si avvicendano le persone al governo ma il clientelismo è sempre in vigore. Non capisco perché chi si è laureato in conservazione e restauro nei tempi e a pieni voti in un Ateneo diverso dall’I. C. R. o dall’Opificio pietre dure deve essere considerato di serie B.
    In questa fase storica e di profonda crisi dell’Italia e del mondo intero, non sono più sopportabili l’arroganza, l’ipocrisia e gli abusi di potere.
    Confido in un intervento del ministro Franceschini, persona seria, perbene e degna di stima.

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